Più facile o più difficile.
Se trascinarsi una vita in bilico fra una parvenza di felicità ed una condanna all'ossessione..
O provare a lottare, stando male, per raggiungere una sorta di vita...vera.
Entrambe scelte annientano...Una è una scelta di rassegnazione, di autocondanna...di accettazione di una vita che pensiamo di meritare e di esserci , in fondo, cercate noi stesse...forse è una punizione che vogliamo darci perchè siamo state "cattive"....forse perchè ci odiamo così tanto da arrivare al punto di credere che la punizione di un dca sia ciò che in realtà meritiamo..
Ma non è così e lo sappiamo..
L'altra scelta...è quella più dolorosa. Lottare, contrastare, decidere che siamo noi a comandare la nostra vita e non il dca, è come una sconfitta iniziale. Perchè per contrastare il male dobbiamo sentirci così : annientante.
Se decidiamo di vivere e di dire basta, il primo sentimento che proveremo è quello di perdita della capacità di sentirci, di gestirci , di fare ciò che è più giusto.
Perchè , durante la malattia, siamo davvero convinte che noi sappiamo ciò che facciamo. Sappiamo cosa è giusto per noi, cosa mangiare, cosa evitare...sappiamo anche che se ci abbuffiamo era ciò che dovevamo fare...perchè non possiamo NON alzarci la mattina senza pensare al cibo, senza toccarci e vedere il nostro corpo, senza provare odio per lui, senza detestarlo....senza odiarlo.
Se solo si riuscisse a impiegare la metà dell'energia che mettiamo nell'odiare il nostro corpo e nel concentrarci per contrastare il male....la strada verso la guarigione sarebbe meno faticosa.
Nelloire..bellissima la tua risposta. E' tempo di prendersi cura di noi stesse, perchè solo noi stesse possiamo farlo, nessun altro. E' tempo di capire che siamo un anima ed un corpo da amare,e non saremo i primi noi ad amarci, non potremmo mai pretendere che lo facciano gli altri..
Perchè? Perchè gli altri, essendo noi in questo stadio, non potranno mai conoscere il vero io che custodiamo dentro..non potranno mai comprendere il nostro essere..e di noi ameranno una figura contorta..non realistica, non veritiera.
Voi non siete la malattia...eppure siete quello che trasmette..La vostra personalità OGGI è la personalità\il riflesso del vostro malessere.
Se guarirete, quando guarirete, scoprirete di non essere come avete vissuto, scoprirete di poter apprezzare altre cose, di riuscire a vedere la vita in un modo molto diverso, percepirete alcune finezze che, una mente contorta, non potrà mai notare...e soprattutto, riuscirete a circondarvi di persone cha sapranno amare VOI..perchè sarete le prime voi ad accettarvi, ad apprezzarvi.
Ladycoraggio, non puoi avere paura di una cosa che non sai come gestirai.
La tua è una paura fittizzia ed immaginaria..Tu immagini che non ti fermerai perchè ragioni ( permettimi di parlarti così :) ) con la mente ancora troppo concentrata sulla malattia.
Prova a pensare la situazione se tu fossi guarita, una persona sana.
Nessuna persona normale teme di non potersi più fermare...perchè non esiste questo problema.
Se si guarisce, non esistono più certi problemi, certi pensieri.
Se sei guarita non ti domanderai più se potrai fermarti o meno, perchè non dovrai fermarti..non dovrai nemmeno pensarci. Sarai libera...e saprai ascoltare la tua fame e la tua sazietà...saprai dire basta ancor prima di accorgertene...
Non avere paura di qualcosa che non esisterebbe..
Un bambino ha questa paura?
Una persona normale ha questa paura?
Allora cerca di vedere la prospettiva diversa...non dovrai preoccuparti di nulla, perchè niente di preoccupante ci sarà.
Ho detto più volte, che peggio di come si vive, non sarà MAI.
Più della metà delle preoccupazioni spariranno..
perchè sarà sparito il male, che è ciò che si è fatto diventare il centro della nostra vita...
Sulla paura avevo già scritto qualcosa...
Si ha paura ...ma paura di cosa?
Di affrontare una vita da persona normale..
Sì perchè dopo anni di malattia, noi stesse ci identifichiamo in questo essere.
La nostra vita finalmente ha uno scopo....nel bene o nel male il cibo diventa l'unica cosa che sa farci piangere o ridere....essere fiere o disperate. Diventa l'unica nostra certezza...l'unica nostra fonte gestibile..nessuno può mettersi in mezzo.
Il nostro corpo se troppo magro, diventa l'oggetto di desiderio,sia nostro sia altrui. Perchè un corpo magro attrae tutti, uomini e donne.
La paura di non saper più gestire il nostro corpo, la paura di non avere null'altro a cui pensare a cui dedicare tutta la nostra devozione..Paura di essere normale...paura di non sapere cosa succederà se domani...saremo persone guarite..
Cosa mai potrebbe succedere?
Se domani mattina non vi alzaste con questo pensiero, se domani sareste libere di fare ciò che vorreste...
cosa fareste? Cosa potrebbe succedere di terribile?
Lo sapete che , vivendo con questo problema, non riuscite mai a godervi un giorno di vera vita?
Sapete quante occasioni vi perdete?
Sapete come cambia il rapporto con gli altri?
Sapete...che peggio di come vivete, la vostra vita -da normale- non sarà?
Al contrario....tutto sarà più bello..
Che paura avete?
Mi chiedete se da amica non sia riuscita a fare nulla...a non capire..
Lei , negli anni, le poche volte che ha ripreso qualche misero contatto con me, è stato solo per ringraziarmi...dicendo che era rimasta viva , cmq sia, per me...
Avevo cercato di metterla in contatto con i miei stessi medici..
Il vero problema è che io la capivo, non potevo aggredirla, non potevo arrabbiarmi con lei..non avrei MAI potuto fare nulla, se lei non voleva farsi aiutare. Lottava sempre il minimo, ed io le stavo vicina, per quanto me lo permettesse.
Ma come ho scritto prima...io andavo avanti..lei si fermava..e quando succede questo è terribile..
Lei così non voleva più sentirmi, se non rarissmamente...
quando a me è tornato il ciclo mestruale...lei mi scrisse " io ti odio per questo..potrei ucciderti"
La rabbia era immensa...altre volte mi scriveva " sei il mio angelo, sei tu che mi hai salvata"
Capirete perfettamente...che non è stato mai facile il rapporto con lei. O restavo vicina a lei anche nei progressi, o pensavo a me stessa.
Ho dovuto fare una scelta...e sapete che non potevo restare in simbiosi con lei, io non volevo condannare la mia vita, ho provato a trascinarla nella vita...in quella vera, ma lentamente lei si spegneva e si aggrappava ad altre ossessioni ..per sentirsi normale..per sentirsi viva forse...per credere che sarebbe finito tutto ...
Continuo a pensare a lei, mi viene fuori una rabbia incontrollabile, penso che avrei potuto fare di più? ma cosa..io so perfettamente che se un dca non vuole essere aiutato non c'è nessuno che potrà mai fare qualcosa..al contrario si ottiene l'effetto opposto...si allontana da chi lo ama.
Perchè solo le persone che amano un dca non possono stare in silenzio. Solo chi ama veramente voi sta male nel vedervi così...Solo chi ama...prova un dolore così intenso , un senso di disarmo, un incapacità di aiutare pari all'annullamento..
Avete una vita...che diventa più bella se solo non fosse contaminata da questo male..
Non è vero che è il vostro destino, non è vero che non potete più uscirne, non è vero che siete così.
Non siete nate così....VOI NON SIETE LA MALATTIA...voi siete persone diverse, soltanto voi sapete chi siete...allora uscite allo scoperto..
vi prego...
Oggi...sono arrabbiata...triste...ho una specie di dolore nel cuore..
Non provo pietà...non provo compassione..provo rabbia...perchè capisco, perchè conosco..perchè so..
Una persona, una mia amica...una donna ormai che però non vedo da anni..e sento raramente...è malata...In questi anni abbiamo cercato insieme di lottare contro questo male...io poi ho seguito la mia strada..lei no...e per quanto volessi starle vicino, naturalmente io ero ormai un male per lei, non il bene..Io lentamente mi riprendevo, lei lentamente sprofondava...non potevamo continuare a frequentarci , perchè nonostante il bene, stare insieme ci faceva stare male.
Dentro di me aumentavano i sensi di colpa e non nascondo, anche un forte disagio...
lei si sentiva sempre più male...perchè io miglioravo e lei no...
Capirete da sole...la difficoltà di poter portare avanti un'amicizia del genere..
Ma lei è sempre nel mio cuore..nei miei pensieri, nelle mie speranze..
Oggi ho provato a mandarle un sms...per sapere di lei, di come vive, come sta..
La sua risposta mi lasciata...senza parole, perchè sebbene mi aspettassi pochi miglioramenti...le sue parole oramai trasmettono una rassegnazione troppo cruda...troppo reale...troppo lontana oramai.
La vita le si è rivoltata contro...questo mi ha detto..la salute la sta abbandonando...è sola...è una donna matura, è una bella donna..ma è sola...nessun compagno può accettare una donna così ( ed è comprensibile non posso certamente biasimare qualcuno..stare con un dca e ossessivo di palestra non è semplice...non è quasi umano)...mi diceva di apprezzare mia figlia..
che ormai anche il suo utero è compromesso....
E così...ritorno al pensiero di qualche post fa.....quando poi sarà il corpo a ribellarsi e noi non potremmo più fare nulla..
So che queste mie parole non serviranno a molto, so che la mia testimonianza è solo una piccola luce in un tunnel molto più profondo..
So che è difficile lottare...o meglio...dire basta...
Ma so che stasera ho una rabbia fuori dal mio limite...vorrei urlare ,gridare...prendere anche voi e riunirvi tutte... e dire cosa vi fa star male? Domandarvi una per una , la vera causa di questo malessere,perchè lo sappiamo bene che non è il cibo il problema, che non può essere un chilo in più..lo sappiamo che l'insoddisfazione non dipende dal nostro corpo ma da qualcosa che ha radici più profonde..
e vorrei urlarvi di uscire fuori allo scoperto..guardare in faccia la rabbia che vi attanaglia il cuore e distrugge l'anima, fatela uscire, sputate in faccia a chi detestate tutto ...
ascoltate le vostre motivazioni, se è colpa dei vostri genitori, se è successo che vi ha sconvolto la vita...se siete state maltrattate..non ascolatate...se è perchè volete punire qualcuno...punitelo ma non punendo voi stesse..
per tutte le motivazioni , valide o no...per qualsiasi motivo ....uscite allo scoperto...ascoltate questa voce di rabbia che vi urla..non reprimetela, non occultatela con il cibo, i digiuni..non punitela con le abbuffate...non servono a nulla perchè nulla cambia ma tutto peggiora....
e se mai, per qualsiasi motivo..se mai in qualche modo pensate che io possa aiutarvi...
sono qui.
Esattamente Ladycoraggio , intendevo dire proprio quello...
E' vero, mio marito mi ha sempre dato una sorta di coraggio diverso, o meglio..
Forse a differenza di tutti gli altri non è mai stato zitto, rischiandomi di perdermi, rischiando di litigare..
Ed è questo che mi ha fatto capire molte cose...Perchè anch'io , al posto suo, non sarei riuscita a starmene come spettatore..ma avrei preso lui e scaraventato al muro ( sebbene magari non servisse a nulla...)
Detto questo lui un giorno mi disse " se ti ammali, se subentrerà una patologia a causa di tutto questo...cosa farai? come potrò guardarmi in faccia la mattina sapendo che oggi avrei potuto lottare ancora di più".
Non dipende da lui è ovvio e per voi non dipenderà da nessuno se non da voi stesse..Ma pensate se doveste ritrovarvi a lottare contro qualcosa che non dipenderà più dal vostro modo di comportarvi, dalle vostre ossessioni...
Siamo stati, siamo vittime del corpo, vittime e marionette del cibo..Unico strumento punitivo , unico modo per infliggerci dolori e farne anche agli altri.
Sì...agli altri, perchè abbiamo intorno a noi persone che ci amano, strano ma è così. Persone che vivono anche in funzione della nostra salute, di un nostro abbraccio di un nostro sorriso..
Fosse semplicemente l'esser figli.....
O madre, come sono io oggi.
Se solo penso che una cosa del genere potesse appropiarsi della mente e del corpo di mia figlia sto male..impazzisco..e non oso pensare a mia madre..Io ero importante per lei e per 15 anni della nostra vita le ho negato sua figlia...come l'ho negata a mio padre..
Ora....se continuassi così....negherei una madre a mia figlia...le vieterei di vivermi , di godere dell'amore che io potrei darle, perchè occupata a pensare ad altro a controllare altro piuttosto che dedicarmi a lei...condividere con lei momenti di vita che non torneranno più...momenti che non hanno un peso, nè un sapore..momenti che sono fatti di emozioni ..
E così anche voi...vi state privando di essere egoiste nel prendere l'amore che gli altri vorrebbero donarvi..nell'essere altruisti nel dare , di riflesso, l'amore che so per certo portate dentro..
Una continua privazione dell'essenza della vita...per restare e sentirsi semplcemente persone SOLE...
E' tanto difficile quando respirare con un cuscino sul viso..Ma una volta voltato il viso e liberato il naso...
si respira finalmente aria nuova..
Si arriva ad un certo punto che tutto questo diventa una scelta...Scegliere se sopravvivere , o vivere.
Niente potrà cambiare , solo noi saremo in grado di cambiare la percezione del mondo.
Mi dispiace non esserci stata..avrei voluto scrivervi , sostenervi, parlare un pò con voi
Delle vostre emozioni, paure..difficoltà...le vostre ragioni per continuare a vivere in questo modo.
Perchè tutti noi, intimamente , nonostante l'odio -ribrezzo, nonostante il disagio e la voglia di sentirsi normali, nascondiamo una motivazione che ci da la forza di continuare a supportare e sopportare una vita fatta in questo modo.
Non critico , non giudico Madgalina , assolutamente come potrei? Lei ha spiegato perfettamente la SUA motivazione, il suo stile di vita e la sicurezza che le arriva da questo suo modo di affrontare il rapporto con il cibo e con lo sport. Un modo che può sembrare estremo, ossessivo..un modo che naturalmente non è "nella norma", ma è l'unico modo che lei ha per sentirsi bene...
E' da apprezzare la sincerità con cui ne ha parlato, e se mi permetterà di dirle una cosa , il suo post mi fa sempre più pensare a quanto noi , ex o ancora DCA, puntiamo l'essere sul nostro fisico.
Ma in fondo è l'unica cosa che mostriamo prima ancora di parlare, prima ancora che le persone possano conoscerci, prima di tutto..il nostro aspetto.
Avere quindi un aspetto "perfetto" è comprensibile che possa diventare importante per sentirsi "sicure"
Il problema è quando il nostro corpo non risponde più ai nostri comandi..cosa succederebbe?
Se pur digiunando il nostro corpo muterebbe? che diventeremo?come affronteremo il mondo?
Forse una "condanna" non voluta riuscirebbe a farci accettare di più una situazione, ad oggi, impensabile?
Cosa fate? Secondo voi come lottate?
Pensate di contrastare la malattia? di farlo a giorni alterni? ogni tanto?
Capisco che la lotte è quotidiana, ma praticamente quando contrastate il male...che fate? Ve ne rendete conto, ve lo imponete d'essre più forti...è una scusa per cadere nelle abbuffate? nel digiuno?
Quando credete di aver fatto un passo avanti..in cosa consiste questo passo?
Un pranzo normale, un pranzo senza vomito, senza conseguente abbuffata?
e come vi sentite quando sfiorate un traguardo?
della vostra giornata è dedicato a pensare al cibo...troppo.
Fosse soltanto un'ora..è troppo...
Mi dite che ho avuto coraggio , coraggio per esserne uscita, coraggio per aver ammesso cose atroci.
Non ho avuto coraggio in realtà, ho avuto semplicemente la voglia di raccontare qualcosa che , in una mente malata, combattuta , poteva essere una via di uscita.
La disperazione, la voglia che tutto sia finito, lo spirito di sopravvivenza ci porta a fare\pensare\ dire cose estreme. Io non desideravo la morte di qualcuno, ma aggravando i miei stati d'animi con una perdita importante pensavo di riuscire a sentirmi così in colpa e irriverente nei confronti di chi non ci sarebbe stato più che credevo di riuscire a superare il tutto. Come se qualcosa di più importante , un pensiero ancora più doloroso di quello che vivevo giorno per giorno, potesse "distrarmi" .
Lo so è terribile.
Ma riflettiamoci insieme...quante ore si passano a pregare che tutto finisca? Quante ore ad immaginare come sarebbe se non ci fosse l'ossessione?
Quante volte ci siamo sentite sole, tremendamente, unicamente, atrocemente SOLE?
Quando litigai con mio marito, un giorno....sfinito lui prese a farmi sentire in colpa.DIstrutto probabilmente e incapace di trasmettermi la sua preoccupazione, nonostante ci abbia provato in tutti i modi, ha cercato di farmi sentire egoista...Perchè pensavo più a me che a "noi", a lui...pensavo più a come mantenere i miei chili che a come vivere felicemente e spensieratamente un rapporto da poco iniziato...Distruggevo tutto.
Se mi portava un dolce io lo ringraziavo ma non lo condividevo..qualsiasi momento bello diventava brutto...
Egoista...egoista nei confronti della vita, dell'essenza della quotidianità..dell'apprezzare ciò che abbiamo oggi e domani chi lo sa..
Mi diceva " occhio che indietro non torni, ciò che rovini oggi non pensare di recuperarlo domani"
Mi parlava da persona normale..persona che non poteva comprendere come mi sentivo in realtà, che riprendere a mangiare e cambiare immagine non era propriamente una passeggiata..
Ci è voluto un bel po'..ma ho iniziato a comunicare con lui perchè ci sono persone che hanno bisogno di comunicare con noi, persone che lo meritano , persone che possono aiutarci ( oltre a specialisti ).
Le persone che ci amano,ma ci amano più di quello che noi pensiamo di meritare, più di quello che forse meritiamo. Ma ci amano..
Allora gli dissi che se voleva aiutarmi, se voleva che io mi sentissi pronta per ultimare il mio cammino , in lui non dovevo leggere parole di rimproveri o sensi di colpa, ma in lui dovevo trovare un rifigio quando ne avrei avuto bisogno..un abbraccio, una parola di comprensione e di amore...avevo bisogno che lui ci fosse a sostenermi e non ad aumentare i dubbi , tormenti ed incertezze...
E di queste persone ce ne sono . I vostri mariti, i vostri fidanzati..i vostri genitori.
Lo so benissimo che lasciarsi andare , provare amore e affidarsi e fidarsi di qualcuno è cosa difficile..perchè ingestibile..
ma è possibile..
Tutto questo vivere in questo modo?
Queste sono state le parole di colui che è diventato mio marito. La verità è che litigavamo spesso per questo motivo. Lui non accettava i miei digiuni , pranzi diversi...io , dal mio canto, vedevo i miei comportamenti come qualcosa di assolutamente normale..normalissimo direi .
Non capiva, cresciuto ed educato ad un alimentazione senza privazioni, normale, gustosa, mediterranea, assolutamente carica di ogni principio nutrizionale, non riusciva a concepire i miei modi di fare.
Ci sono state volte in cui i litigi sono stati pesanti, perchè nel suo modo di esprimersi, così crudo nei miei confronti, trasmetteva non solo la sua normalità, ma anche un amore nei miei confronti che ho sentito, spesso di non meritare.
C'è mai stato qualcuno che ha litigato con voi? Litigato al punto tale da farvi stare male, male per la verità delle sue parole, male perchè non sapevate come continuare a giustificare un comportamento distruttivo...male perchè vi rendevate conto di quanto dentro , malate, ossessionate, eravate ( siete).E queste persone vi URLANO quanto vi amano , e più vi parlano, più vi urlano, più vi vogliono aiutare, più noi le rinneghiamo, dubitando magari della loro comprensione ( Nessuno mai vi potrà comprendere ed è un bene questo) dubitando della loro sensibilità, dubitando di ogni cosa persino del loro bene...
Qualcuno si stanca di dirci le cose, ci saranno persone che si rassegneranno, persone che cominceranno ad ignorarvi, lasciarvi stare. Qualcuno che vi additerà come "perse", qualcuno che catalogherà fra i malati mentali...qualcuno invece soffrirà in silenzio, sbraitando a volte, ma restando per lo più spettatore silenzioso aspettando che prima o poi il vostro corpo, o la vostra mente, ceda del tutto.
Diamo per scontato che stiamo bene, io mi sentivo la forza della natura vivente. Sana. Mi sentivo sana.
Soffirvo di amenorrea, soffrivo di colite, soffrivo di svenimenti, debolezza, pelle secca, stitichezza...Mi sentivo sana. Più c'era da faticare, più mi piaceva farlo per dimostrare che ero sana, forte, capace di sostenere fatiche ( anche più pesanti) delle persone normali..
La verità è che il fisico non è come la nostra mente..il corpo umano funziona regolarmente, ha il proprio ciclo di vita ha le proprie esigenze. Lui non si convine di stare bene o di stare male, lui cederà. Sarà il suo modo di comunicare con noi. E non si sa quando lo farà. Forse dopo anni, forse dopo mesi. Le conseguenze ci saranno. Lo sappiamo ma non lo vogliamo credere.
Guardate la fragilità di chi vi ama..guardate i loro occhi quando si avvicinano a voi. Comprenderete che non sarà facile nessuno tipo di approccio, perchè la vulnerabilità della malattia porta ad essere imprevedibili.
Alcune di voi hanno ammesso che non farebbero nessun passo avanti ,nemmeno in caso di qualcosa di terribile..nè per sè,nè per gli altri.
Altri hanno detto che lo farebbero per i figli...
Nessuno ha detto che lo farebbe o non lo farebbe perchè questa vita andrebbe vissuta apprezzandone il dono, ed è comprensibile...
C'è stato un giorno in cui ci siamo viste diverse, brutte, grasse , in più...c'è stato un giorno in cui l'angolazione della nostra visione della nostra stessa vita ha cambiato gradi...quel giorno la nostra vita è diventata la vita della malattia, non più la nostra.
Da quel giorno la percezione di OGNI cosa è diventata distorta, irreale...logorante.
Quel giorno abbiamo iniziato a credere di stare meglio , quel giorno ci è sembrato di vivere finalmente la vita che volevamo...quel giorno è stato il giorno in cui si è entrati in coma..
E' tempo di svegliarsi , per non rimpiangere qualcosa che non abbiamo vissuto, un emozione che non ci siamo concesse..un pranzo che non abbiamo condiviso...
Per non ritrovarsi soli..quando c'era ancora qualcuno che ci urlava di amarci, e ci amava veramente.
Sì...pensieri funesti..
Nei momenti di crisi, quando ormai mi sentivo sola ed incapace di gestire qualsiasi cosa, quando non mi faceva paura il digiuno o l'abbuffata ma mi terrorizzava la consapevolezza che ero malata, facevo pensieri funesti. Mi aggrappavo , orribilmente a pensarci ora, a quasi una "speranza":
E' terribile ragazze quello che sto per dirvi, ma ero malata e questo dovrebbe bastare per farvi capire che erano anormali i miei pensieri..
Io pensavo che se fosse successo qualcosa di traumatico forse avrei saputo reagire..:Pensavo che se fosse venuto a mancare qualcuno a me a caro, sarebbe stata la punizione più giusta, o se questa persona sarebbe caduta malata io avrei giurato a lei di guarire...
E' successo che è morta mia zia, una notte all'improvviso..Il dolore è stato intenso...il dolore è stato forte veramente...ho visto i miei cugini straziati da tutto questo ed io sono rimasta immobile.Non è cambiato nulla...tutto è peggiorato: Il senso di colpa per ciò che quasi " avevo desiderato" mi ha portato a comprendere che chiunque fosse morto al suo posto, per me per la mia vita, non sarebbe cambiato NULLA...NULLA...
E se oggi, venisse qualcuno , qualcuno che voi amate...e vi chiede " almeno fallo per me"...almeno vivimi, almeno goditi questa vita che così maledetta non è...
Voi sareste in grado di fare qualcosa?
O aspettate anche voi qualcosa di funesto pensando che tutto si risolverà?...